I trend social protagonisti del 2023

30 Novembre 2022, di bake

Trend social 2023: Talkwalker indaga le prossime evoluzioni del mondo social

Il mondo dei social media, si sa, si evolve alla velocità della luce e, come ogni anno, questo è il periodo in cui gli esperti del settore iniziano a discutere dei trend social in arrivo.

Per trend social 2023 si intendono le tendenze dei social media nel 2023 e tutti i cambiamenti a cui andremo incontro, da quelli di cui probabilmente neanche ci renderemo conto, a quelli che cambieranno le nostre abitudini online.

Talkwalker, piattaforma di social media monitoring e social listening, ha realizzato “Social trends 2023” il report annuale che analizza ed elenca i nuovi social media trend in base ai dati raccolti tra gennaio e agosto scorsi.

Il report mette in risalto dieci tendenze principali. La prima ve l’avevamo già preannunciata nell’articolo Google e i cookie di “terze parti”: verso la rottura. Pare, però, che la rottura non sia imminente come ci aspettavamo ma sia stata posticipata al 2024, forse addirittura al 2025. Non si hanno ancora notizie certe.

In questo articolo analizzeremo i trend che riguardano i social media.

 

I deepfake: il livello pro delle fake news

Il secondo trend social citato dal report è “I social media avranno un nuovo standard”. Ormai siamo abituati a sentir parlare di fake news: abbiamo vissuto di recente un periodo storico in cui una notizia su tre era falsa. Durante i mesi della pandemia, e ancor di più durante quelli della campagna vaccinale, tutti abbiamo avuto sotto gli occhi una fake news, le abbiamo lette e abbiamo anche pensato che fossero notizie attendibili. Sembra che ora il fenomeno sia in calo ma contemporaneamente si sta diffondendo qualcosa di ancora più pericoloso.

Quello di cui forse qualcuno non ha ancora sentito parlare sono i deepfake. Si tratta di contenuti creati da un AI (Artificial Intelligence) che riproducono quasi in maniera identica caratteristiche e movimenti di un volto o di un corpo e ne imitano la voce.
Nel periodo analizzato da Talkwalker le menzioni del deepfake sono aumentate e questa crescita è destinata a continuare.

Lo scorso mese, per quanto riguarda il panorama italiano, sull’app FakeYou sono apparse le voci di Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. La qualità attualmente non è delle migliori e le voci sono ancora robotiche e poco realistiche ma con il tempo potrebbero essere perfezionate e le registrazioni audio potrebbero sembrare veritiere.

Per questo motivo, il Garante della privacy ha avviato un’istruttoria nei confronti della società proprietaria dell’app e in una nota si legge:

“Le preoccupazioni del Garante si indirizzano verso i potenziali rischi che potrebbero determinarsi da un uso improprio di un dato personale, quale è appunto la voce. L’Autorità ha dunque chiesto alla società “The Storyteller Company – Fakeyou” di trasmettere con urgenza ogni possibile elemento utile a chiarire l’iniziativa.”

La preoccupazione è forte perché se da un lato quest’app potrebbe essere utilizzata semplicemente a scopo ludico, dall’altro, invece, è uno strumento capace di far circolare video di personalità importanti che pronunciano discorsi che in realtà non hanno mai fatto. O ancora, potrebbe essere utilizzato dalla criminalità organizzata con fini ancora più pericolosi.

I social network decentralizzati

Altra grande novità annunciata dal report è la sempre maggiore diffusione dei social network decentralizzati. Questo tipo di social network è basato sulla tecnologia blockchain (letteralmente catena di blocchi): è un registro digitale le cui voci sono raggruppate in “blocchi”, concatenati in ordine cronologico, e la cui integrità è garantita dall’uso della crittografia.

Queste piattaforme permettono agli utenti di:

scegliere l’algoritmo e, di conseguenza, avere maggiore controllo dei contenuti che vogliono pubblicare e vedere nel proprio feed;

– avere maggiore controllo dei propri dati;

– avere più libertà d’espressione e meno probabilità di censura rispetto ai social network tradizionali.

Esempi più o meno famosi, e ora particolarmente in voga, sono Mastodon e BeReal: l’anti-Twitter e l’anti-Instagram. Il primo è diventato rifugio per tutti quelli che stanno “scappando” da Twitter in seguito all’arrivo del nuovo CEO. Il secondo, invece, vuole offrire un’esperienza totalmente opposta a quella di Instagram: no filtri, una sola foto al giorno e interazioni più autentiche.
Lo stesso fondatore di Twitter, Jack Dorsey, lavora da qualche anno ad un social network decentralizzato alternativo a Twitter. Si tratta di Bluesky Social, un’iniziativa nata nel 2019 e ora in fase di ricerca.

I social media multisensoriali

I formati dei contenuti sono in continua evoluzione. Se fino a qualche anno fa i video andavano per la maggiore, ora i video tradizionali sono stati surclassati dai video verticali, quelli su cui si fonda il successo di TikTok, che stanno approdando su tutte le piattaforme. Anche Spotify sta testando questo format per arricchire la sua app con un feed in cui si susseguono brevi videoclip a cui potenzialmente si può anche mettere like.

Il quarto trend è “I social media multisensoriali: un veicolo di contenuti per tutti”. Si parla sempre di più di “Internet dei sensi” per connettere le persone al mondo coinvolgendo tutti e cinque i sensi: udito, vista, tatto, olfatto e gusto.
La nuova realtà prevede di creare delle vere e proprie esperienze sensoriali digitali e la tendenza, quindi, sarà quella di avere un approccio multi-canale e multi-formato.

Per trasferire gli elementi sensoriali nel mondo digital i brand utilizzeranno soprattutto la gamification e i centri commerciali immersivi che si pensa possano diventare un fenomeno di massa entro il 2030.

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