Passaparola nel marketing: il caso del videogioco di Chiara Ferragni - Bake Agency

Passaparola nel marketing: il caso del videogioco di Chiara Ferragni

18 Maggio 2021, di bake

Passaparola nel marketing, che cos’è e come funziona?

Il passaparola (o word of mouth, nella terminologia anglosassone), è universalmente riconosciuto come la più antica e naturale forma di comunicazione di marketing. Il passaparola può essere definito come una comunicazione spontanea (solitamente in forma orale, anche se è crescente il ruolo di Internet), che passa da persona a persona. I soggetti promotori del passaparola possono essere individui comuni come: membri della propria famiglia, amici, conoscenti, persone incontrate occasionalmente, ecc.

Per generare un buon passaparola su un argomento, si sfrutta inizialmente la capacità comunicativa di pochi soggetti. Così facendo si garantisce la notorietà del messaggio e si innesca la sua diffusione.

Nel web il passaparola si trasforma in buzz, ovvero “rumore” prodotto da una massa di utenti. Un messaggio che viene fatto girare sul web può essere definito virale.

 

 

Passaparola nel marketing e il caso Ferragni!

Un esempio di passaparola ben riuscito è quello innescato da Nicolò Santin, CEO & Co-founder di Gamindo.

Santin, sul suo profilo Linkedin, ha pubblicato alcuni mesi fa un post in cui ha dichiarato di avere un’idea interessante per l’imprenditrice digitale Chiara Ferragni. Secondo Santin, infatti, l’imprenditrice, nonostante il suo enorme seguito, non otteneva gli stessi numeri di iscritti alla sua newsletter. Tuttavia Nicolò ritiene che per Ferragni la newsletter sia importante, dato che sul suo sito compare subito il pop up per iscriversi.

Ecco quindi che Santin espone la sua idea: un gioco da condividere sui social tramite lo swipe up di Instagram, coinvolgendo i follower di Chiara, che sarebbero stati subito pronti a testarlo. Il gioco, infatti, sarebbe potuto essere uno strumento che, con le sue caratteristiche ludiche, avrebbe potuto aiutare ad aumentare gli iscritti alla newsletter.

Nicolò ha raccontato anche di aver già provato a contattarla, ma, come molte persone che vogliono proporle qualcosa, senza risultato.

 

La mossa vincente: il passaparola!

Chiara Ferragni, con un seguito di 23,4 milioni su Instagram e svariati altri milioni sulle sue pagine aziendali, non possiede un profilo Linkedin. La decisione di Nicolò utilizzare un social in cui il target del messaggio non è presente può risultare, quindi, curiosa. Perché, infatti, per raggiungere qualcuno si dovrebbe scegliere di scrivere proprio in uno dei pochi luoghi digitali non presidiati da questa persona? Si potrebbe ipotizzare che Santin abbia scelto di pubblicare il post su Linkedin per superare il rumore dei continui contenuti a tema Ferragni che vengono generati sugli altri social. Oppure, guardando al contenuto del messaggio, si potrebbe immaginare che Santin, ormai disilluso dalla possibilità di raggiungere Chiara personalmente, abbia scelto Linkedin con il preciso scopo di raggiungere il suo vero target e generare passaparola.

L’imprenditore, infatti, è riuscito nel suo intento chiedendo nel post un brainstorming collettivo su come raggiungere Chiara Ferragni!

Moltissime persone si sono attivate per dare dei consigli e per aiutarlo a mettersi in contatto con lei. Alcuni hanno contattato i suoi primi investitori, altri i suoi ex collaboratori ed ex compagni di scuola. In questo modo Chiara è venuta a conoscenza dell’idea di Niccolò, un’idea che, evidentemente, le è piaciuta visto che il gioco è diventato una realtà affermata già da qualche settimana.

Nell’ultimo periodo, infatti, i 23,4 milioni di follower dell’imprenditrice digitale si sono cimentati nel gioco “Rescue Matilda”, in cui devono vestire i panni di Chiara per cercare l’amata cagnolina dell’influencer. Per iscriversi è necessario l’indirizzo di posta elettronica degli utenti, un semplice modo per raccogliere dati a costo zero. Attraverso il gioco si può visitare la pagina dello store dove gli utenti sono invitati ad iscriversi alla newsletter. Inoltre si donano in beneficienza le somme vinte nel gioco.

 

In questo esempio pratico, si può notare l’importanza del passaparola nel marketing al giorno d’oggi. Infatti, anche se usato in un contesto B2B, il passaparola si dimostra ancora un importante mezzo per  il raggiungimento dei propri obiettivi di business.

 

Se vuoi una mano a creare il tuo passaparola, noi di Bake Agency siamo specializzati nella comunicazione digitale e siamo a tua disposizione. Contattaci, saremo felici di individuare delle strategie adatte al tuo brand!

 

Fonte immagine in evidenza: screen dal gioco “Rescue Matilda“.

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