AI Marketing: che cos'è e perché è una fonte di guadagno - Bake Agency

AI Marketing: che cos’è e perché è una fonte di guadagno

5 Agosto 2021, di bake

Che cos’è l’AI Marketing e come utilizza l’intelligenza artificiale.

Perché alcuni parlano con entusiasmo di AI Marketing (Artificial Intelligence Marketing)? E perché altri, invece, ne parlano dubitando?

L’AI Marketing è una piattaforma dotata di intelligenza artificiale che permette, attraverso strategie di marketing, di guadagnare sugli annunci pubblicitari online. Non sugli annunci pubblicitari della propria azienda, ma su quelli degli altri.

Sembra impossibile, vero? A prima vista può sembrare una trovata pazzesca, ma allo stesso tempo può nascondere alcune insidie.

Quando si parla di intelligenza artificiale si fa spesso riferimento a quei sistemi che, basandosi su algoritmi, mutano loro stessi e apprendono dall’esperienza e dai dati con cui entrano in contatto. L’intelligenza artificiale è basata, infatti, sul machine learning, che fornisce ai computer la capacità di apprendere automaticamente. L’AI Marketing, in particolare, sfrutta l’intelligenza artificiale per rilevare in maniera automatica i dati di cui la piattaforma ha bisogno per costruire, ad hoc, le campagne pubblicitarie dei suoi clienti.

Vediamo nello specifico come.

L’AI Marketing è una piattaforma basata sull’affiliate marketing 

L’AI Marketing, basandosi sul principio dell’affiliate marketing, crea campagne pubblicitarie online attraverso un processo automatizzato proprio dell’intelligenza artificiale.

In pratica, utilizza il budget degli utenti, detti advertiser, ovvero coloro che intendono vendere un servizio, per investire in campagne pubblicitarie. Per farlo, mette a disposizione un bot, il MarketBot, che permette agli utenti che investono in promozione di guadagnare denaro. In questa prospettiva la piattaforma svolge il ruolo di affiliato, ovvero l’entità che promuove il servizio dell’advertiser.

L’affiliate marketing è infatti quella disciplina che stabilisce un rapporto tra advertiser e affiliato, fungendo da “agente” in grado di portare clienti all’advertiser.

Come genera profitto l’AI Marketing?

Si parte da una web data analysis, in grado di analizzare le ricerche effettuate dai consumatori, individuare le parole chiave e i trend del momento.

Una volta individuati e analizzati i dati necessari, si avvia la campagna pubblicitaria grazie al budget d’investimento fornito dagli utenti, che hanno diritto ad una percentuale di commissione di vendita.

Il bot, dunque, individua i programmi da promuovere, avvia le relative campagne e al momento dell’acquisto del relativo servizio o prodotto sponsorizzato, l’utente incasserà una quota di commissione attraverso un sistema di cashback.

In termini di percentuale, il 45 % del cashback va alla piattaforma, il 55 % agli utenti. Questo 45 % si riferisce alle spese della società ed eventuali richieste di rimborso per chi compra il prodotto.

In generale, in un mese è garantito il 35 % dell’importo investito da ogni utente.

Una fonte di guadagno che a quanto pare convince molti, così come sono tanti a non fidarsi ancora del tutto.

Vediamo insieme perché.

I lati negativi dal punto di vista del guadagno

Sarà per mantenere la linea dell’intelligenza artificiale, e quindi non umana, ma il proprietario non è noto, così come poco chiare sono le operazioni che svolge.

La piattaforma

Ciò che convince meno, infatti, è la “multi-etnicità” della piattaforma. A quanto pare AI Marketing opera da una sede di Londra, sfrutta la tecnologia di una società di Hong Kong e la pubblicità di una società russa. Ma il tutto non è chiaro, considerando che il dominio stesso pare essere registrato alle Bahamas, destinazione nota per essere un paradiso fiscale.

Il dominio Inb Network, la piattaforma su cui iscriversi per usufruire dei servizi AI Marketing, invece, risulta essere registrato in Islanda.

Insomma, viene naturale chiedersi il perché di tutta questa dislocazione, per giunta così poco chiara.

 

I profitti troppo alti

Come abbiamo precedentemente accennato, la percentuale ripartita di guadagno sul cashback delle campagne pubblicitarie equivale al 55 % per l’investitore, con un guadagno generale del 35% sul capitale investito. Numeri a cui non si è per niente abituati. E si sa che una prospettiva di guadagno così ampia, spesso non è sintomo di fiducia e credibilità.

Nonostante ciò, fino ad ora la piattaforma è stata sempre pagante nei confronti degli utenti e pare funzionare così come promesso nelle condizioni di utilizzo.

Quello che ci si chiede, però, è fino a quando l’AI Marketing riuscirà a sostenersi, nonostante l’ingente guadagno che spetta agli utenti.

 

Il deposito, il prelievo e le recensioni

Al momento pare non esserci la possibilità di depositare denaro mediante carta di credito dall’Italia. Per il prelievo, invece, non ci sono problemi. Dunque il metodo migliore è il sito Payeer.com, oppure attraverso criptovalute come Bitcoin.e recensioni

Così come i tassi di guadagno alti, la richiesta di recensioni in cambio di denaro non denota di certo credibilità. Ed è ciò che fa AI Marketing, offrendo un dollaro per ogni recensione.

Nulla di convincente, insomma.

Il bot che “automatizza” il marketing

A prescindere dalla fonte di guadagno, l’AI Marketing, servendosi di intelligenza artificiale, rivoluziona l’idea del marketing sperimentando l’automatizzazione e i bot. Se per definizione il marketing svolge analisi dell’interazione del mercato e degli utenti di un’impresa, grazie al MarketBot l’intero processo viene reso totalmente automatico e in grado di rilevare rapidamente i trend all’interno del mercato e ciò che preferisco gli utenti in un dato momento.

Il MarketBot funziona fondamentalmente da intermediario.

Come?

Dopo l’analisi dei dati e dei trend, si informano e si invitano i nuovi rivenditori che hanno una vasta gamma di clienti. Il bot seleziona, così, i progetti da promuovere in base ai rivenditori che si sono collegati ad AI Marketing e si avviano le relative campagne pubblicitarie. È alla fine che subentra la parte di guadagno, quando, dopo che i consumatori hanno effettuato un acquisto, nei fondi “in sospeso” della piattaforma degli utenti di AI Marketing viene aggiunto il denaro. Passato un dato arco di tempo, il denaro passa da “in sospeso” a “cashback” da ritirare o utilizzabile per continuare ad investire sul sistema.

I lati positivi dal punto di vista del guadagno

Il lato positivo più evidente, come da subito si può rilevare, è il guadagno alto e facile.

A questo fattore si aggiunge il fatto che la piattaforma presti un bonus iniziale di 50 dollari da utilizzare per “fidarsi” del proprio funzionamento. Si tratta di un prestito vero e proprio, che, una volta arrivati ad un guadagno di 80 dollari, va restituito. Restano così 30 dollari, che non potranno essere ritirati, perché la cifra minima per il primo ritiro è di 100 dollari. Sta all’utente decidere se lasciare per sempre quella somma sulla piattaforma senza poterla prelevare, o continuare ad investire.

Ecco come la maggior parte sceglie di proseguire.

Ancora più incredibile è il fatto che il cashback che ogni utente accumula, funzioni anche per gli acquisti offline, e cioè nei negozi fisici. Sulla piattaforma, infatti, c’è una lista delle varie aziende che permettono di ottenere una piccola percentuale di guadagno su acquisti fatti, anche semplicemente per quelli fatti presso Lidl, per dirne uno.

Per ottenere il cashback offline bisogna inserire solo le ultime 4 cifre della carta di credito e, ovviamente, effettuare il pagamento al negozio fisico con la medesima carta.

Concludendo, sembrano essere molte le domande su questa piattaforma, ma sono anche tanti i fattori positivi nell’utilizzarla. C’è da tenere in considerazione che, come per ogni nuova tecnologia in via sperimentale, i dubbi sono sempre tanti, anche quando il tutto funziona in maniera corretta.

Indubbiamente, aldilà dei dubbi relativi al guadagno, l’AI Marketing automatizza le analisi alla base del marketing grazie all’intelligenza artificiale, sperimentando così l’utilizzo dei bot per incrementare i profitti e il bacino d’utenza delle aziende coinvolte.

Si tratta di nuove metodologie da non sottovalutare e che si faranno sempre più spazio all’interno del mondo del marketing.

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