Accessories for The Paranoid - Bake Agenzia di Comunicazione

Accessories for The Paranoid

27 Giugno 2019, di bake journal

La raccolta e l’utilizzo improprio di dati sensibili è tra le fobie più ricorrenti di chi utilizza la rete e i servizi in cui (più o meno velatamente) “se è gratis, il prodotto sei tu”.
Ispirate da questo tema, le due designer di Colonia Katja Trinkwalder e Pia-Marie Stute hanno studiato una serie di “accessori” pensati appositamente per coloro che sono più preoccupati per la sorveglianza e la sicurezza dei loro dati.

Il progetto, chiamato Accessories For The Paranoid, esplora, non senza ironia, un approccio alternativo alla sicurezza dei dati attraverso quattro diversi oggetti “parassiti”.
Tra questi, una webcam che proietta scene già realizzate, e un pulsante che genera dati online falsi. Questi oggetti funzionano per bloccare o ostacolare la raccolta di informazioni degli utenti generando dati falsi e nascondendo le vere identità dei dati degli utenti dietro “un velo di informazioni fittizie”. Secondo i progettisti, i dati sono il “petrolio del ventunesimo secolo”, e ognuno di noi è inconsapevolmente seduto su di un “piccolo tesoro”, che cediamo quotidianamente in cambio di moderni servizi e prodotti.

Oggetti “parassiti” per proteggere la nostra privacy

Il primo oggetto della serie è una webcam un-hacking, che ispirandosi ad una fotocamera giocattolo, visualizza diverse scene fabbricate attraverso la webcam come se fossero in tempo reale. La webcam risolve i timori degli hacker di accedere alle telecamere posizionate nella parte superiore dei laptop o degli smartphone degli utenti, consentendo loro di osservarli nei loro spazi personali.

Il secondo oggetto è “Alexa”, un add-on per il noto assistente virtuale Amazon Echo. Il dispositivo Alexa osserva, elabora e raccoglie i dati nella casa dell’utente ogni volta che viene acceso. La progettazione di Trinkwalder e Stute ha lo scopo di impedire che le informazioni sensibili dell’utente vengano ascoltate inserendo la parte superiore del dispositivo e “annerendo” Alexa quando necessario, o alimentando informazioni false sul dispositivo. Per quest’ultimo, gli utenti possono scegliere tra tre modalità per giocare sopra la voce fuori campo. Si tratta di rumore bianco che non lascia filtrare informazioni, missioni preregistrate per occupare Alexa con compiti inutili o dialoghi da scene di film casuali che fanno sì che il dispositivo raccolga informazioni false sull’utente e sull’ambiente circostante.

Il terzo oggetto della serie, collegato a qualsiasi computer, genererà dati online falsi. Premendo il pulsante, un algoritmo creerà in modo casuale contenuti specifici sui siti Web di servizi come Google, Facebook, YouTube, Twitter o Amazon.

Tra design e situazionismo

Una volta che il browser è stato aperto, questo oggetto accederà a un servizio popolare e lascerà tracce digitali di errore. Una lista dei desideri su Amazon sarà piena di interessi inaspettati, per esempio, o un post su twitter sarà completato attraverso emoji casuali che sostituiscono le parole chiave. L’account Facebook dell’utente potrebbe anche diffondere Mi piace indefiniti, mentre su Ricerca Google, le richieste parzialmente digitate verranno continuate tramite il completamento automatico di Google.

Nessuno di questi prototipi possa essere acquistato, e a qualcuno potrà sembrare un’azione dimostrativa e “situazionista”.  Ma le intenzioni con cui le due designer hanno sviluppato il progetto hanno sicuramente a che fare con il sentimento comune di proteggere la privacy.

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